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La Giunta di Cia Romagna

giuntaciaromagna28 02 18 in piedi1/3/2018 - La Giunta di Cia - Agricoltori Italiani Romagna rappresenta tutti i territori della Romagna e tutti i settori e i diversi tipi di agricoltura anche per quanto riguarda i metodi di coltivazione. Eletta il 19 febbraio e insediatasi il 28 febbraio 2018, conta 12 componenti: Massimo Biondi (FC), Lorenzo Falcioni (Rn), Elmo Fattori (FC), Stefano Folli (Ra), Stefano Francia (Ra), Stefania Malavolti (Ra), Guglielmo Mazzoni (FC), Danilo Misirocchi (Ra), Matteo Pagliarani (FC), Wiliam Signani (Ra), Marco Stoppo (Rn) e Gianfranco Volanti (Rn).

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No ai vincoli aeroportuali che penalizzano il settore agricolo

Coriano incontro vincoli enac5/4/2018 - Il vicepresidente vicario di Cia Romagna Lorenzo Falcioni e il responsabile dei servizi alle imprese Claudio Bertuccioli hanno preso parte mercoledì 4 aprile all'incontro convocato dall’Amministrazione comunale di Coriano per illustrare la bozza di delibera di opposizione ai vincoli aeroportuali, che mira a evitare l’impatto che potranno avere sul territorio corianese.

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29 03 18 pagliarani francia 05/04/2018 - Energia, entusiasmo e voglia di fare non mancano a Matteo Pagliarani, nuovo coordinatore di Agia Romagna, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia. Pagliarani, classe 1994 è socio della cooperativa agricola Clorofilla (180 ettari a Mercato Saraceno), azienda biologica, multifunzionale per eccellenza che si occupa di conduzione di terreni, allevamento, vitivinicolo, agriturismo (compreso agricampeggio), fattoria didattica, associata Cia da oltre 20 anni.

Da 5 anni nell’Associazione dei giovani imprenditori agricoli, è stato coordinatore provinciale Agia Forlì-Cesena (prima della nascita di Cia Romagna) e ha fatto anche parte del consiglio di amministrazione della Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Forlì-Cesena.

Gli passa il testimone Stefano Francia (classe 1989), che ringraziando per l’importante opportunità ed esperienza vissuta in Agia sottolinea il ruolo dell’agricoltura guardiana del territorio: l’importanza strategica delle organizzazioni come luoghi di confronto e di discussione fra persone che non lasciano le relazioni alla sola telematica; la necessità di comunicare l’immagine dell’agricoltore e cosa fa sul territorio.

Matteo Pagliarani coglie l’assist. Premette che l’agricoltura deve affrontare molteplici problematiche, ma che bisogna cercare le soluzioni ed essere pratici. Aggiunge poi che intende far conoscere i giovani agricoltori e Agia in tutto il territorio: «Prima di tutto andrò a trovare nelle zone della Romagna i miei colleghi e coetanei per creare un circuito positivo di persone, che ci sono. È importante la formazione e l’informazione e in questo contesto dobbiamo anche perseguire scambi fra giovani agricoltori e giovani ricercatori degli istituti agrari e delle università. Dobbiamo valorizzare il ruolo sociale dell’agricoltore, valorizzare le aree svantaggiate come le colline e le montagne, lavorare per creare reti d’impresa».

La questione del reddito spaventa: fra difficoltà di mercato, volatilità dei prezzi all’origine, cambiamenti climatici le preoccupazioni non mancano, “ma non chiediamo soldi – afferma Pagliarani - chiediamo che il lavoro e il ruolo dell’agricoltore venga riconosciuto per quello che è e che vale per l’ambiente, per la società e per l’economia, perché l’imprenditore agricolo crea lavoro non lo chiede”.

Da rivedere anche il rapporto agricoltori e istituti di credito: alle aziende agricole serve una formazione bancaria/creditizia per comprendere, assimilare e valutare le forme di finanziamento a loro dedicate. Le banche, a loro volta, hanno bisogno di conoscere le imprese agricole, aziende a “cielo aperto”. «I prodotti proposti dalle banche devono tenere conto dei tempi dell’agricoltura, della natura - spiega Pagliarani - e i finanziamenti devono avere un periodo di preammortamento lungo in base a tempi di messa in produzione delle piante e degli allevamenti».

Un’altra finalità di Agia Romagna è che attorno alla terra, intesa come bene comune, agli areali agrari, allo spazio rurale e agro-silvo-forestale si costruisca un’offerta integrata unica, distintiva, che fa della salubrità e della sanità la carta identitaria del prodotto legato al territorio di provenienza: aspetto importante per fidelizzare e rassicurare il consumatore sul versante della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e della qualità del cibo.

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