Notizia dalla Regione

In primo piano

Nasce Cia Romagna nel 40° anniversario della Cia – Agricoltori Italiani

loca 14 dicLe Cia delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna alla firma dell’atto costitutivo giovedì 14 dicembre alle ore 14.30 nella Sala 3 Papi di Cesena Fiera. La Cia nazionale sarà presente con Alberto Giombetti (Responsabile ufficio presidente e relazioni) e con il Presidente Secondo Scanavino.

Leggi tutto...

Ultime notizie

Olio, si attende una buona qualità

olive20/10/2017 - Con una superficie utilizzata di oltre 1.600 ettari, una produzione di 26 mila quintali e produzione lorda vendibile di quasi 3 milioni di euro (pari a più del 4% della Plv totale), l’olivo è per la provincia di Rimini una delle colture legnose più importanti.

Leggi tutto...

IMG 20170216 WA0005

RIMINI - 26/02/2017 La produzione di latte nel riminese porta con se una vicenda decisamente particolare, che ha rappresentato anche un unicum per il sistema delle autonomie locali e che ci riporta al 2006, quando con oltre l’83% dei voti favorevoli, un referendum popolare (trasformato in legge nel 2009) ha dato il via ad un nuovo disegno dei confini della provincia di Rimini, con il passaggio dei 7 comuni montani dell'alta Valmarecchia dalla regione Marche all’Emilia Romagna.

Questi territori rappresentano un prezioso arricchimento in termini paesaggistici e della biodiversità: l'alta Valmarecchia offre infatti una natura variegata, una vegetazione aspra ed avvolgente con fitti boschi, habitat di una fauna ricca e rappresentativa. Si sa, quella dell’apennino della bassa Romagna è una zona agricola ingenerosa dal punto di vista della sostenibilità economica ed ambientale, ma è perfetta però per il pascolo, quindi per allevamenti non intensivi, ed è proprio qui che si concentrano le aziende zootecniche più rappresentative della provincia. Nel 2016 si registrano in provincia di Rimini 265 allevamenti bovini, di cui 244 dediti all’allevamento di animali da carne, uno misto e 20 dediti alla produzione di latte.

La fotografia è soprattutto quella di piccole aziende familiari, che operano appunto principalmente nella zona montana del riminese, svolgendo anche una funzione di salvaguardia del paesaggio, caratterizzato da terreni disagiati e soggetti a frane: qui l’opera dell’uomo può contribuire a preservare e limitare le intemperanze della natura. Tra questi piccoli imprenditori agricoli c’è Mirko Camporesi che a pochi chilometri da San Leo, insieme alla moglie e ad uno dei figli, conduce un’azienda zootecnica su 40 ettari, con una cinquantina di capi di razza Frisona e Jersey e una settantina di ovini. Delle vacche, circa 35 sono in lattazione e quasi tutto il latte è trasformato in formaggi, venduti poi direttamente nei mercati settimanali a chilometro zero di Rimini, Santarcangelo e Novafeltria. Quando chiedo a Mirko cosa contraddistingue il suo latte e i suoi formaggi, la risposta è immediata: “La freschezza! E’ quella che fa la differenza. Io oggi mungo il latte e domani è già in vendita fresco o trasformato.”  

Ovviamente la qualità del latte è fatta dall’alimentazione e dal benessere degli animali: “Noi non acquistiamo mangimi, ma solo materie prime come mais e soia, mentre crusca e orzo li abbiamo in azienda. Insomma, facciamo proprio come si faceva una volta  - continua Mirko - Qui poi, a 700 metri di altezza, il foraggio è davvero particolare. Il fieno dei nostri pascoli è eccezionale, molto profumato e vario, non è solo a base di erba medica, che quella è un po’ amara e si sente poi nel formaggio. Ci sono fiori ed erbe spontanee che danno ottima qualità e bontà al prodotto”. Mirko ci tiene anche a sottolineare che in azienda si fanno uno al massimo due tagli e, si sa, che quello raccolto tra maggio e giugno è il fieno migliore. “Gli animai poi non sono stressati, e anche questo è un aspetto significativo per la qualità del latte: 7 mesi all’anno sono fuori ai pascoli e i 4 che passano nelle stalle sono nel 50% dei casi slegate, ma grazie ai finanziamenti del prossimo PSR ci si organizzerà per ridurre questa percentuale a zero”. Con una lavorazione di 4/5 quintali di latte ogni giorno, la produzione di latte vaccino si attesta su una quota di 1.800 quintali, da aggiungere al quantitativo ricavato dagli ovini, che vengono munti solo 5 mesi all’anno. Una piccola parte del latte viene destinata alla produzione della caciotta DOP di Urbino, poi tolto un 20% che viene venduto imbottigliato fresco e pastorizzato, il resto del latte viene trasformato in azienda per farne yogurt, formaggi a pasta morbida, mozzarelle – rigorosamente filate e mozzate a mano-, ricotta mista e di mucca e poi il formaggio stagionato misto e di mucca, nella versione classica oppure sotto il fieno o in foglie di noci. La regina della piadina ovviamente è la casatella, che è una versione più consistente dello squacquerone, gustosa per la sua freschezza!

Spostato un po’ più a sud della provincia di Rimini, in zona Val Conca, si trova invece la Società Agricola Le Querce di Stefano Serafini, a Gemmano. “L’azienda esiste da oltre 60 anni: è stato mio nonno ad iniziare tutto e oggi la porto avanti insieme i miei genitori, ultrasettantenni, ancora attivi in tutte le operazioni in  azienda” racconta Stefano, felice di fare questo mestiere che gli permette di stare a contatto con la natura e di prendersi cura degli animali. “Diversamente – racconta - un lavoro del genere con i ritmi che richiede, la burocrazia che ti affoga e i guadagni che ti dà, non sarebbe sostenibile”. In azienda si conducono 60 ettari di terreno, in parte di proprietà e in parte in affitto: 10 coltivati a vigneto e ulivo e 50 a foraggio e cereali per l’alimentazione degli animali. Le razze in azienda sono Frisona e Jersey, entrambe iscritte a libro genealogico. La produzione principale è quella del latte: “Ad oggi abbiamo 50 vacche in lattazione e produciamo 3.000 quintali di latte all’anno; di questi l’80% è conferito al gruppo Granarolo e il resto lo vendiamo direttamente”, racconta Serafini.   La vendita diretta è fatta attraverso i 2 distributori automatici della zona, mentre una piccola parte del latte viene trasformata da terzi per la produzione casearia. “Condurre una azienda zootecnica in alta collina ha pregi e difetti: da una parte si sostengono costi più alti per la lavorazione e gestione dei terreni che hanno rese più basse, dall’altra - spiega Serafini - la qualità del latte fa la differenza”. “Anche la vendita diretta è sempre stata un grande aspetto di valore per il nostro prodotto - continua – , prima, grazie all’arrivo dieci anni fa dei distributori automatici, oggi, anche grazie allo spaccio aziendale dove vendiamo anche olio e carne prodotti da noi.” Quella della filiera corta e controllata è un elemento fondamentale per queste piccole aziende, che grazie alla vendita diretta sono in grado di trovare adeguata remunerazione economica oltre che un’ottima occasione per fidelizzare il cliente offrendo prodotti sempre freschi e di qualità. 

Agriturismo

tutti gli agriturismi dell'Emilia Romagna

Compro e Vendo

mercatino dell'usato agricolo emiliano-romagnolo

Intranet

leggi on line l'ultimo numero del magazine della Cia Emilia-Romagna

La Spesa in Campagna
consulta il sito
per una spesa a filiera corta!

Joomla templates by Joomlashine